Il Cosmo in noi
Percorrere le vie del Cielo è sempre stato, per l’essere
umano, una sostanziale necessità per poter sintonizzarsi con i ritmi
della Terra indissolubilmente connessi a quelli cosmici.
Per secoli, e millenni, le antiche civiltà basavano ogni attività
umana su questa perenne ciclicità celeste poiché conoscevano perfettamente
le rotte percorse da stelle e pianeti così come i loro cicli, da quello
velocissimo della luna, a quello millenario della precessione degli equinozi,
a quello ancora più lungo che vede il nostro sistema solare ruotare attorno
al centro della galassia.
Gli edifici sacri, e a volte intere città, venivano costruiti in base
al movimento del sole e ai moti planetari che costituivano, e ancora costituiscono,
la base del divenire. In questo infinito mare cosmico non esiste staticità,
tutto è in costante dinamismo, ora come allora. La Terra, e noi con essa,
partecipa a questa immutabile danza che crea mondi, differenti nelle dimensioni
ma assolutamente identici nella loro essenza, microcosmo e macrocosmo si specchiano
uno nell’altro e insieme perpetuano la vita.
Noi uomini moderni, imbevuti della più alta tecnologia, abbiamo perduto
il piacere di assaporare questo divenire nella sua sostanza, che in ogni caso
ci appartiene, fa parte di noi, è nella nostra memoria cellulare, e costantemente
ci sostiene nelle nostre attività quotidiane anche se noi non ne abbiamo
consapevolezza.
A volte avvertiamo un indistinto, profondo e ingiustificato senso di separazione
come se fossimo stati abbandonati a noi stessi, in realtà questo accade
quando interrompiamo il dialogo e il collegamento con la nostra parte celeste.
Miti, fiabe e leggende non fanno altro che tramandare quelle antiche conoscenze
astronomiche, oggi confermate da scienziati e studiosi, che ci collegano al
cosmo e ci fanno capire, tramite un linguaggio simbolico e non mentale, quanto
noi siamo partecipi di questo costante fluire e di quanto esso vive in noi.
LAURA BOTTAGISIO
laura@matergaia.eu |