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LE GRANDI RETI GEODINAMICHE

Circa duemila anni fa, a Roma, vennero raggruppare parte delle varie conoscenze sulla Terra in una serie di testi chiamati “Corpus Agrimensorium Romanorum”. Questi libri illustrano il modo di censire, con i vari sistemi di rilevamento, le aree, per la loro catalogazione e l’inserimento delle costruzioni . Una delle cose interessanti, illustrata nel testo n°4, è la descrizione del rituale per l’apposizione del punto “zero”, vale a dire il punto di partenza degli assi di rilievo. L’individuazione dell’origine avveniva a cura di un sacerdote, che “tagliando” l’aria mediante un lituus (asta con parte superiore a spirale simile al pastorale del vescovo), nelle due direzioni cardinali, nord e ovest, fissava il centro di quelli che noi oggi chiamiamo: i vettori energetici della grande rete geodinamica ortogonale, vale a dire il cardo e il decumano, a 90° tra di loro e provenienti, il primo da nord e il secondo da ovest. Solo dopo questa lettura cominciavano a lavorare Aurospicei che con le loro pratiche e analizzando il fegato degli animali lasciati a pascolare sul posto, potevano stabilire la salubrità o meno del luogo; in seguito gli Agrimensori potevano iniziare le misurazioni e i rilievi.
Il punto di partenza era quindi stabilito con una lettura di carattere energetico e le direzioni cardinali magnetiche, ricordiamo che l’urbanistica di questo periodo aveva una rappresentazione unicamente ortogonale. Questa rete geodinamica avvolge tutto il globo, con maglia di circa 30mt. per 30, e veniva usata come assi cartesiani per ubicare edifici soprattutto, dedicati al sacro. I templi e le chiese venivano eretti seguendo rigidamente l’onda portante di questi allineamenti energetici.
Ma se il Cardo e il Decumano venivano usati prevalentemente per scopi geografici, altre due onde riuscivano invece a dare una dedicazione distinta alle costruzioni.
Il Decumano, con il suo fluire da ovest verso est, genera due vettori a 45° dal proprio asse, nominati con le direzioni dalle quali provengono: il nord/ovest e il sud/ovest. La grande importanza di questi vettori deriva dalla loro polarità; ovvero la rotazione e quindi la carica magnetica. Il N/W con rotazione destrogira (+), contraria alla carica superficiale delle nostre cellule, definito biologico, e il S/W levogiro (-) con carica identica, antibiologico. E merito del Prof. Walter Kunnen, ricercatore belga, aver studiato questi fasci di energia, utilizzando e mettendo a punto uno strumento di misurazione da lui riscoperto: l’antenna di Lecher, in grado di rilevare, con una frequenza impostata, l’intensità, la polarità, e la direzione, sia di un’onda portante che di un onda portata o pendolare.
Oggi, potremmo definire un vettore in questo modo: una regione di spazio dove, una frequenza, ha un cambio di intensità.

Chiesa di San Lorenzo - Milano

La Chiesa di S.Lorenzo a Milano

Sulla base di questi studi si riesce a dare un interpretazione alla funzione per la quale venivano costruiti gli edifici, ovvero, le casse armoniche che amplificavano il segnale energetico ricevuto. Erano quindi templi o chiese di esaltazione se vi era prevalenza di segnale N/W, oppure di penitenza se dominava il vettore di S/W . Più di 10 anni ricerche svolte su tantissimi siti, con diverse datazioni temporali, confermano queste tesi e addirittura riescono a stabilire come, i costruttori del sacro, riuscivano a deviare, tagliare e dividere le linee energetiche, a proprio uso e consumo.
Se gli antichi usavano la loro cultura per giocare con le energie della Terra, oggi le nostre case sono costruite non tenendo assolutamente conto di queste reti ed è inevitabile che la qualità energetica “indoor”, sommata anche ai vettori di origine artificiale (telefonia mobile, elettrodotti, etc.etc.), diventa veramente precaria.
A seguito dei nostri studi e delle nostre ricerche, possiamo tranquillamente affermare che la qualità di vita all’interno delle nostre case dipende anche da un buono e stabile equilibrio energetico.


DANILO BERGAGLIO

danilo@matergaia.eu

 
 
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